Tangenti alle Terme: connessione al "malaffare" inerente il fallimento Acquamarina srl -atto secondo - Le parti in causa - Appunti su indagine EuroSportello AEC per conto Comitato Danneggiati Fallimento Acquamarina Srl

 

Dalle prime confidenze e testimonianze raccolte dalle persone danneggiate dal Fallimento Acquamarina Srl emerge chiaramente il fatto che si è giunti a questo punto grazie ad un percorso protrattosi nel tempo e con la partecipazione, a vario titolo, di molte persone esterne alla compagine sociale ma che hanno contribuito fattivamente al raggiungimento dello stato di insolvenza.

In primo luogo occorre tenere distinti i ruoli dei vari attori;

L S – amministratore della società – salvo rari casi pare non abbia avuto contatti diretti con clienti e fornitori, demandando il compito al C. Gestisce una p........... assieme al padre (sembra però che questo sia già pensionato). Dovrebbe aver recuperato, secondo indiscrezioni, circa 700 mila euro di anticipazioni personali.....

E C – geometra, direttore lavori e consulente – vera anima dell’azienda che ha gestito in proprio tutti i rapporti con la clientela e i fornitori – ha tentato di insinuarsi nel fallimento senza successo. In precedenza ha acquistato con permute e venduto o promesso di vendere immobili che parzialmente risultano tuttora in sospeso, creando debiti che sarebbero stati portati lentamente a carico dell’Acquamarina........

A R, già moglie e poi compagna convivente del C. Insegnante di diritto all’Istituto..... è anche commercialista. ha ricoperto il ruolo di contabile e coordinatrice per la Acquamarina ma anche per la Fornace srl, riconducibile alla famiglia C. che pare operi ancora, dopo precedenti situazioni disastrose. La R. si è insinuata nel fallimento per 11 mila euro.

G L – notaio. Il suo ruolo è determinante in quanto ha redatto contratti di compravendita rassicurando gli acquirenti con la sua posizione ma, pare, tralasciando di renderli edotti che c’erano vincoli pregiudizievoli o vendite già effettuate in precedenza (doppie vendite per lo stesso immobile). In un caso i clienti riferiscono che sembra abbia favorito la vendita tralasciando di riportare sull’atto che il pagamento che figurava quietanzato era invece garantito da fideiussione (G. G.), risultata poi non riscuotibile (vedi parte inerente garanzie in odore di malavita). In altro caso sembra abbia trasmesso al curatore la copia di un atto di vendita di appartamento in via Don Loser dal quale risulta che non c’era l’ipoteca trascritta, come asserito dal cliente che aveva fatto le verifiche al catasto, mentre invece esiste e la banca la reclama. per vendere era stato presentato giorni prima un frazionamento parziale ignorando l’ipoteca (vedi Z. M.). Ammesso al passivo per 16 mila euro.

V. sas di B. P. L. – agenzia immobiliare di Al... non ammessa al passivo per 52 mila euro – attività non documentata (vedere anche imm... T------ via Battisti e imm...T...)

B. sas di L. P. A. S. - agenzia immobiliare di Al.... con uffici in via Mon...... a Abano. Pare abbia iniziato a suo nome le opere di cantiere a Giarre, non ammessa al passivo per 54 mila euro – attività non documentata (vedere anche ag. imm.. Te...... via Battisti che ha chiuso e presunti contatti con imm... Bl.....) Agenzia che ha gestito la vendite degli alloggi da costruire, convincendo anche fornitori (H....) che vantavano in precedenza crediti per altri cantieri con il fatto che erano quasi tutti già assegnati.

N.B. gli acquirenti danneggiati sostengono ci sia stato un rapporto diretto e confidenziale delle Agenzie immobiliari con il C., spingendoli a firmare e acquistare convinti della bontà delle fideiussioni che venivano loro proposte e consegnate dalla agenzia o, a seconda dei casi, dalla R. o dal C. stesso.

Agenzia Assicurativa ASSI.... – Vigonza – qui l’inghippo si allarga...... il sito della assi.............i.it è lincabile da Glo... Poi.. (www. g.....it) del Gruppo Finanz.... Intern... che offre una serie di servizi, dai finanziamenti ai mutui agli investimenti Ha sede a Conegliano e Vigonza.

Sempre a Vigonza, Perarolo, (via G........ 6) e Peraga (via A...... 31) troviamo la Ass..... srl (E.... assicurazioni) tutte riconducibili a A. N. titolare anche della N. Ins.. L. e a Villa del Conte come Ass... di N. A. e c snc. N. è anche a. d. della C. A. P. e Inv.. srl Ass... e Ver... N. Ins... e della Un... Fran.....

A. N. è il referente di C. per le fideiussioni assicurative da proporre ai clienti. A Vigonza il C. ha costruito in passato, come anche a Santa Maria di Sala e Legnaro con la Fornace srl e la Br... Sempre a Vigonza la Banca del Cent............... Longare ha una ipoteca residua su un immobile venduto nel 2010 per il quale il Tribunale ha ammesso ugualmente il credito di 100 mila euro, escludendo il bene dalla massa fallimentare e convalidando un ulteriore credito su immobile di via Don Loser per 154 mila euro.

LE POLIZZE FIDUSSORIE: Il N. tramite Ass...... ha passato a C. le polizze che non sono state pagate in quanto riconducibili a truffe perpetrate dalla malavita organizzata. Cominciamo da quelle del CONSORZIO di GARANZIA FIDI di Roma. Il contratto per 25 mila euro dato a P. V. in garanzia del pagamento dell’acconto sulla abitazione, mai realizzata e che doveva essere costruita su un terreno che non è ancora intestato alla Acquamarina, è stato emesso il 28 ottobre 2011 e scadeva il 30 giugno 2013. Il documento è stato fornito al V. come beneficiario è arrivato tramite l’interessamento dell’agenzia immobiliare e della R., consegnato a sue mani da C., datato Vigonza 2 novembre 2011.

Da un sondaggio nel web si trova una discussione avviata nel luglio del 2012 e si scopre che questo famigerato Consorzio (detto anche la Banda di Cassino) autorizzato e riconosciuto dalla Banca d’Italia, da tempo era nell’occhio del ciclone, la Regione Abruzzo aveva rifiutato le garanzie e i vari operatori finanziari italiani erano in subbuglio. La sede milanese del Consorzio è stata anche quella oggetto di problemi e la sua cronistoria si intreccia per fusioni con lo stesso Gruppo finanziario che ha emesso le altre fideiussioni fornite dal N. al C., quelle della Fi.Lo. Verde. Questa realtà e frutto della fusione di Finanziaria Generale SpA inglobata nel Gruppo EFFEGI.

Il vero filo conduttore di questi movimenti di danaro si ricollega all’arresto il 5 dicembre del 2012 a Milano di C. A., per bancarotta fraudolenta con un valore di oltre 2 milioni di euro. Le agenzia del Gruppo Effegi SpA sono state sequestrate anche per la connessione con la PLANET PRESTITI e della Effegi di Genova, già amministrata dal politico MARCO D. G..

TUTTO IL GRUPPO PARE FARE CAPO AL BOSS O. G. e questo la dice lunga sulla provenienza e sull’utilizzo dei titoli dati in garanzia. Dietro a questo movimento ci sono i finanziamenti alle imprese da parte della malavita, il conseguente riciclaggio e tutte le conseguenze del caso, un intreccio tipico di finanza e mattone.

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Le attività che hanno portato all’attuale situazione – Cantieri e Transazioni

Per aiutare la ricostruzione delle vicende bisogna andare indietro negli anni, almeno una decina, durante i quali l’attività del C. e della moglie/compagna si sono intrecciate con quelle dei vari elementi che compongono l’intero “Sistema C.”.

Il C. infatti ha lavorato in qualità di tecnico per un grosso imprenditore edile negli anni novanta e si è poi messo in proprio avviando vari cantieri e utilizzando una serie di società, tutte a lui riconducibili. Questo emerge dalla lettura nella banca dati dell’Ufficio Tecnico del Comune di Abano e andrà verificata tutta la movimentazione negli anni (notevole almeno da quanto confermato dall’impiegata). Risultano infatti intrecci con cantieri a Santa Maria di Sala (VE), Vigonza (dove la banca del C....... ha un residuo di mutuo e stesso comune dove ha sede la Ass......), altri a Montegrotto zona Mezzavia (in questi condomini realizzati dal C. ci sono diverse questioni da verificare, in modo particolare sui permessi ottenuti per costruire a ridosso senza il rispetto delle distanze, il fatto che sono realizzati su terreni con falde acquifere e che spesso si allagano gli scantinati e, non ultimo, il dubbio sollevato da molti per il fatto che, pare, un ex sindaco conoscente del C., possa essere “comproprietario” di un appartamento intestato ad una società immobiliare.........

Da testimonianze di un fornitore (S. S.) che avanza ancora denaro dal C. – Acquamarina (ammesso fallimento per 27.775 euro) per lavori eseguiti in un condominio in via Stella a Abano, pare che gli sia stato proposto di far lievitare i costi dei lavori sul cantiere di Giarre per poter recuperare quanto doveva ricevere. Lui non ha accettato. Questo sistema, pare, sia stato adottato anche con altri fornitori, il che porterebbe a rivalutare quanto da questi richiesto nell’insinuazione.

Per far questo sarà da valutare i costi effettivi del materiale, se sono stati consegnati correttamente al cantiere o se, come si mormora, i serramenti e altri prodotti siano stati dirottati altrove, in modo particolare in una bi-familiare in costruzione vicino al P1 di proprietà del suocero di L. S., dove lo stesso sembra si stia trasferito.

Queste cappello serve per capire le modalità operative adottate, ora entriamo nei particolari.

Un sistema collaudato dal C. pare sia quello di acquistare terreni e abitazioni dando in permuta appartamenti in nuove lottizzazioni. Una “vittima” di questo modus operandi pare essere anche un giovane, un certo S. (ceramiche S. di via Diaz) che avrebbe ceduto casa e terreni avuti in eredità in cambio di appartamenti mai realizzati (fatto conclamato da più voci).

Altro esempio il caso eclatante quello di G. G. Proprietario al 50 per cento con il fratello di un immobile in via Palladio 60, valutato 650 mila euro, ha ceduto la sua quota in cambio di due appartamenti da costruire e ottenuto fideiussioni mai incassate (sempre le stesse). Il problema riscontrato è che il notaio L. pare gli avrebbe fatto firmare l’atto asserendo di essere stato pagato, tralasciando il particolare delle garanzie fidejussorie adducendo la motivazione che si tratta di una prassi. Il fratello invece è stato pagato con cambiali e un appartamento a Saccolongo fornito da C. ma non a lui intestato (questo forse per evitare di collegarlo con Acquamarina) andrebbero comunque verificati i movimenti di danaro e chi ha costruito l’immobile dato che C. pare abbia lavorato anche a Saccolongo con la Fornace Srl.

Intanto la Acquamarina tramite S. e C. ha svuotato l’immobile di via Palladio che era abitato per dare il via al progetto di realizzazione di un condominio per il quale ha ottenuto un mutuo di 450 mila euro con ipoteca di 800 mila a stato avanzamento lavori.

Ma tutto è rimasto solo sulla carta, e così il C. ha convenuto con G. di “passargli” i due appartamenti da realizzare sostituendoli con due di Giarre.

Nel frattempo sarebbe stato ceduto il bene di via Palladio ante fallimento il 14 giugno 2013 con atto stipulato in Croazia, alla società rumena UR... CONST.... SRL la quale ha poi ceduto subito il bene alla PET... & C. CONST.... SRL che a sua volta la avrebbe girata ad una società Slovacca. (La curatrice ha problemi a notificare l’atto di revoca della vendita ma riteniamo sia un problema superabile). Sul condominio di via Palladio potrebbe esistere anche una promessa di vendita anche ad altra Società........

Un altro guazzabuglio emerge dalla vendita degli appartamenti di via Chiodare, angolo via Don Loser.

Qui è stato realizzato un condominio che ha subito molti intoppi, finiti anche sulla cronaca locale nell’Agosto del 2010, intoppi che sarebbero stati “regolarizzati” grazie al danaro versato dal signor R. P. (239 mila euro), acquirente di un appartamento intestato alla moglie C. S. interamente da lui pagato ma che ora si trova a dover rendere al fallimento perchè la banca ha una ipoteca della quale lui era all’oscuro. Da notare che il condominio è stato a lui dedicato (don R....).

Stesso problema rilevato anche da M. Z. che ha acquistato l’appartamento nello stesso condominio. Qui la questione si complica in quanto l’atto di vendita fatto dal notaio L. pare non contenesse ipoteche, fatto confermato e verificato al catasto dallo stesso Z.. Dopo un anno dall’acquisto il direttore della banca del C...., filiale di B...., gli ha telefonato per chiedere quando intendesse rogitare dato che loro avevano una ipoteca su quell’immobile. Stupore prima e indignazione poi, ma il fatto eclatante è che il notaio, pare, abbia per errore inviato alla curatela l’atto senza ipoteca.....

Si arriva ora alla cessione dei terreni sui quali è aperto il cantiere di Giarre, in via Roveri e via Podrecca. Qui i coinvolti sono i proprietari dei terreni, i signori L. (P., P., M.R.) e G. (N. e N.). Il L. avrebbe ceduto la casa che è stata demolita e sarebbe stato nel frattempo ospitato dal C. in un appartamento a Mezzavia acquisito dal fallimento. Nel frattempo i beni mobili sono stati ricoverati in un container risultato poi saccheggiato che si trovava all’interno del cantiere in via Roveri. I proprietari dei terreni avrebbero ricevuto appartamenti in permuta, ovviamente mai finiti o realizzati. Stessa sorte tocca ai proprietari dei terreni sui quali dovevano essere edificati il condominio e le case (F. D. e V. M.), tutte o in parte cedute in permuta o vendute (come nel caso di P. V.). Qui la vicenda si intreccia ulteriormente, essendo state vendute a più persone lo stesso immobile, come nel caso delle altre case realizzate sui terreni di L.

Una valutazione dovrà essere eseguita sulla voce che vuole la signora L. Z. in affari da tempo con il C. Lei sarebbe insinuata per 200 mila euro e risulta abbia registrato il preliminare d’acquisto prima che gli altri acquirenti dello stesso immobile (M. M. con I. T. e G. D. B.), diventando privilegiata rispetto a questi ultimi in quanto, pare, il curatore sia orientato ad accettare la proposta dei legali e delle banche di concedere l’intestazione e lo scorporo dalla massa fallimentare dei beni i quali i preliminari siano stati regolarmente registrati. Un fatto questo di per sè che danneggerebbe tutti gli altri creditori...... e la vicenda continua..... fino al giorno d’oggi..... (vedi #tangentialleTerme)

 

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