Prot. ITAEC2415 del 01/02/2014

Comunicato Stampa

 

Il GRUPPO AEC TUTELA AMBIENTE E SALUTE della Associazione Europa Cultura Italia, AEC ITALIA, ha inviato al Presidente della Regione Luca Zaia e per conoscenza alla Segreteria Generale della programmazione a Palazzo Balbi - Venezia una richiesta di verifica dell'adempimento della normativa regionale alle disposizioni previste dalla normativa europea in materia di impianti a biogas e biomassa ed eventuale adeguamento.

 

Da un approfondimento sul tema ambientale degli impianti a biogas e biomassa è emerso che molte delle norme che disciplinano i procedimenti autorizzativi di tali impianti sono state dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale, dal Consiglio di Stato, dalla Comunità Europea

Vedasi la sentenza n. 93/2013 del 22 maggio 2013 della Corte Costituzionale che boccia in quanto incostituzionale l'esclusione degli impianti a biogas dalla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA sancita dalla legge della Regione Marche del 26 marzo 2012 n. 3: (ovvero l'esclusione in base alla sola soglia dimensionale degli impianti a biogas dalle valutazioni ambientali previste dalla legge per tutelare ambiente, salute, diritto all'informazione ed alla partecipazione nei procedimenti, e tutti gli altri diritti dei cittadini, come riferito dalla direttiva 2011/92/UE in materia di VIA).

 Su questo tema anche diverse sentenze del Consiglio di Stato tra cui la n. 1324 del 5 marzo 2013 e la n. 175/2012 dalle quali si deduce che la realizzazione di impianti di questo genere va avviata considerando il contesto dei piani territoriali e, dunque, le caratteristiche di ogni singolo territorio

Un altro elemento di verifica e di riflessione viene dal Commissario Ue all'ambiente Janez Potočnik che risponde all'interrogazione dell'eurodeputato Andrea Zanoni sugli eventuali effetti tossici del digestato prodotto dagli impianti a biogas, il quale sostiene: "I digestati derivanti dalla produzione di biogas sono considerati rifiuti prodotti, pertanto rientrano nell'ambito di applicazione della normativa sui rifiuti."

Tuttavia, come ha precisato lo stesso Potočnik, "il Centro comune di ricerca sta lavorando sui criteri tesi a stabilire quando un rifiuto cessa di essere tale per i rifiuti biodegradabili sottoposti a trattamento biologico, e il digestato rientra in questa categoria di rifiuti". 

Significa che "questo lavoro preparatorio potrà portare in futuro all'elaborazione di un regolamento specifico che definirà le circostanze in cui un digestato cessa di essere un rifiuto."

 Il GRUPPO AEC TUTELA AMBIENTE E SALUTE ritiene pertanto che, fino al momento in cui non saranno a disposizione nuovi studi, il digestato va considerato come un rifiuto e come tale va trattato. 

Le autorità italiane dovranno applicare alla lettera le disposizioni della normativa Ue sui rifiuti affinché sui nostri campi non vengano sparse sostanze potenzialmente nocive per gli animali, l'ambiente e la salute dei cittadini.

Da queste contraddizioni tra le normative statale, regionale e comunitaria ha quindi chiesto alla Regione Veneto di ripensare, seguendo un principio precauzionale, al rinnovamento dei procedimenti autorizzativi di impianti a biogas ed a biomasse già conclusi ed attivi, per integrarli con la VIA, secondo quanto richiesto dalla Corte costituzionale e dalla magistratura amministrativa, nonché di sospendere a livello cautelare l'attività di tutti gli impianti a biogas affinché venga chiarita la situazione della definizione del digestato come rifiuto, rammentando alla Regione Veneto che in caso di mancato adeguamento a quanto prescritto dalle normative europee, potrebbe incorrere in una procedura di infrazione per inadempienza avviata dalla Comunità europea con prevedibili conseguenze sanzionatorie.

 

Gruppo AEC Tutela dell'Ambiente e della Salute

Associazione Europa Cultura – Italia

Il Presidente

Maria Paola Meli

Abano Terme 01.02.2014

 eurosportello@aeceuropa.eu - www.aeceuropa.eu

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