AUTODROMO VENETO MOTORCITY - Storia di una Grande Opera impattante e onerosa

Cui Prodest?

 

La richiesta del

COORDINAMENTO NAZIONALE AEC COMITATI

ALLUVIONATI E TERREMOTATI ITALIANI

 

è che si abbandonino questi Grandi Progetti

dal FUTURO INCERTO

e si destinino gli Investimenti a favore del

 

Progetto CASA ITALIA ECOLOGICA E SOLIDALE

per dare una casa Antisismica e sicura agli italiani,

iniziando dai TERREMOTATI

ed alle famiglie SENZA TETTO.

 

vedi su www.aeceuropa.eu

e su Facebook

nel gruppo https://www.facebook.com/groups/CoordinamentoComitatiAec/

e nella pagina

 https://www.facebook.com/CasaItaliaEcologicaSolidale/

 

La notizia attuale.

La Regione Veneto con delibera pubblicata nel Bur n. 19 del 26 febbraio 2016 ha approvato la proroga della validità del giudizio favorevole di compatibilità ambientale per ulteriori 5 anni, a decorrere dal 03/03/2015. La richiesta è stata presentata dalla Società AUTODROMO DEL VENETO S.p.A. con sede legale in via delle Industrie, 19/D - 30175 Marghera - Venezia(C.F. e P. IVA 03314480272 - REA n° 298123);

 

Ma di quale progetto e Grande Opera si tratta?

Questi i numeri principali:

Opere previste nel “MOTOR CITY” su un’area complessiva di 458 ettari sarà realizzato un TOTALE pavimentato lordo di 1.145.000 mq con Investimenti di circa 1,5 miliardi di Euro (2.900 miliardi di ex lire) di cui 70 milioni per il solo acquisto dei terreni (15,5 euro al mq) con investimenti pubblici per 424 mila euro,

la 3° grande opera veneta dopo il passante di Mestre e il MOSE.

 

questi i punti salienti.....

Una idea precisa viene leggendo il Dossier elaborato dal circolo Legambiente “Il Tiglio” - Vigasio (VR) (http://iltiglio.altervista.org) dal quale emergono dei punti precisi.

La cronistoria in sintesi:

Nel marzo 2000 viene dato l’incarico di valutare le proposte di localizzazione dell’autodromo a “Veneto Sviluppo SpA” e nel gennaio 2001, tra le 16 proposte, viene scelta l’area tra Trevenzuolo e Vigasio, in base ad un progetto di uno studio di architettura che nulla aveva a che spartire con il “mostro” attualmente proposto.

Nel giugno 2001 viene costituita la “Società Autodromo del Veneto srl” allo scopo di realizzare l’autodromo, i soci sono “Veneto Sviluppo SpA” e un “Comitato Promotore”; nell’aprile 2002 i comuni di Trevenzuolo e Vigasio entrano nella compagine sociale.

Nell’agosto 2004 viene sottoscritto un accordo quadro tra 4 i soci storici della “Società Autodromo del Veneto srl”e le 2 società realizzatrici Earchimede SpA e Draco SpA.

Nell’agosto 2006 la Earchimede SpA cede il totale delle quote possedute in Motor City Holding srl (3.333.000 euro) alla Draco SpA.

Nel novembre 2006 la Draco SpA cede quote per 3.333.000 euro di Motor City Holding srl alla Coopsette Soc.Coop. di Reggio Emilia.

Nel frattempo la Regione emana leggi di modifica a quella del 1999 per la realizzazione dell’autodromo, che stabilisce la deroga anche ai limiti dimensionali della grande distribuzione e successivamente altre varianti.

Nell’agosto 2006 la Earchimede SpA cede il totale delle quote possedute in Motor City Holding srl (3.333.000 euro) alla Draco SpA.

Nel novembre 2006 la Draco SpA cede quote per 3.333.000 euro di Motor City Holding srl alla Coopsette Soc.Coop. di Reggio Emilia.

Nel novembre 2006 “Autodromo del Veneto” perfeziona l’accordo di acquisto dei terreni, versando ai proprietari il 30% del valore a titolo di acconto.

Il 22 ottobre 2008 viene firmata la convenzione tra i Comuni di Vigasio e Trevenzuolo per la suddivisione dei proventi dagli oneri di urbanizzazione, ICI, tributi, tasse, concessioni e licenze. È stato stimato in circa 300 milioni di euro il ritorno economico, con la suddivisione di spese e introiti del 40% per Trevenzuolo e del 60% per Vigasio.

Il 23 dicembre 2008 il consiglio comunale di Vigasio approva una nuova variante al PRG per il nuovo casello autostradale sulla A22, l’inserimento della nuova bretella a quattro corsie che collegherà il nuovo casello alla Mediana provinciale e modifiche ai comparti autodromo richieste dalla società Autodromo del Veneto.

Il 14 gennaio 2009 viene sottoscritto un atto unilaterale d’obbligo tra le società che promuovono il Motorcity, il District park e il polo agroalimentare di Trevenzuolo per la realizzazione di una bretella a quattro corsie e lunga nove chilometri e mezzo per collegare il futuro nuovo casello sulla A22 a Vigasio e la prevista nuova Mediana, con un impegno di 100/120 milioni di euro.

I firmatari sono Autodromo del Veneto spa, Serenissima SGR spa, Spalt srl e Verona Sviluppo srl

Il 29 Aprile 2010 Legambiente Nazionale presenta ricorso contro Regione Veneto, Autodromo del Veneto SpA, Comune di Trevenzuolo, Comune di Vigasio e Provincia di Verona per l’annullamento della delibera di Giunta Regionale n. 4141/2009 che da giudizio favorevole di compatibilità ambientale al Motorcity.

 

Opere previste nel “MOTOR CITY”

su un’area complessiva di 458 ettari:(272 a Vigasio e 186 a Trevenzuolo)

 

Funzione

Superficie Lotti di intervento

Superficie Lorda Pavimento

Autodromo

1.000.000 mq

45.000 mq

Area commerciale

470.000 mq

300.000 mq

Parco divertimenti tematico

360.000 mq

120.000 mq

n. 2 Hotel (1100 stanze)

150.000 mq

70.000 mq

Parco Scientifico e Tecnologico

500.000 mq

415.000 mq

Motor show room

420.000 mq

150.000 mq

Residenze

230.000 mq

45.000 mq

Verde a parco e parcheggi pubblici

1.100.000 mq

 

Strade, marciapiedi, ciclabili, etc

350.000 mq

 

TOTALE

4.580.000 mq

1.145.000 mq

 

Inoltre è previsto un nuovo casello autostradale sulla A22 a Vigasio e il rifacimento di quello esistente di Nogarole Rocca e la realizzazione di una bretella a quattro corsie lunga 9,5 km per collegare il futuro nuovo casello con la prevista nuova Mediana a Trevenzuolo.

Edificabilità possibile sul 70% dell’area, più urbanizzazione primaria e secondaria: più di 300 ettari cementificati!

Investimenti: da 1 a 1,5 miliardi di Euro (2.000/2.900 miliardi di ex lire), di cui 70 milioni per il solo acquisto dei terreni (15,5 euro al mq) - (investimenti pubblici: 424 mila euro) - 3° grande opera veneta (dopo passante di Mestre e MOSE).

Visitatori: previsti una ventina di milioni di visitatori l’anno.

Occupazione: annunciati dai 3 ai 20 mila addetti a regime.

 

Ma quali sono gli “Attori” principali?

una attenta lettura del corposo dossier si Legambiente permette di rendersi conto di tutte le affinità tra investitori, banche, politici e varie società che partono da nomi “illustri”.

Nel Novembre del 2015  viene pubblicata la notizia della “Nuova tegola sul «Motorcity», Il socio più forte in liquidazione

fonte http://www.larena.it/territori/villafranchese/nuova-tegola-sul-motorcity-il-socio-pi%C3%B9-forte-in-liquidazione-1.4413708

...... Autodromo del Veneto srl, che ha un capitale sociale è di oltre 2.700.000 euro, è di proprietà per l’85 per cento di Motor City Holding srl, per il 7,78 di Veneto Sviluppo, per il 3,53 a testa dei comuni di Vigasio e Trevenzuolo e per lo 0,16 della Fiduciaria Valverde srl. Motor City Holding, che ha sede a Castelnuovo di Sotto, in provincia di Reggio Emilia e un capitale sociale di 15 milioni di euro, è a sua volta suddivisa fra più proprietari. Il 66,66 per cento è in mano alla cooperativa Coopsette, che si trova allo stesso indirizzo di Motor City Holding, il 29,49 a Draco Spa, holding di Brescia attiva nel settore immobiliare, ed il 3,85 alla finanziaria bresciana Investment srl.

Coopsette, che era una delle più importanti realtà italiane del settore edile ma che ora, dopo anni difficili, sta affrontando la fase più delicata della sua esistenza, detiene insomma più del 56 per cento di Autodromo del Veneto.

La questione Motorcity, per i Comuni di Vigasio e Trevenzuolo, riveste un valore particolare anche per quanto riguarda le entrate dovute all’Imu. La società presieduta da Dall’Oca, infatti, ha acquistato già anni fa i campi su cui vorrebbe far sorgere l’autodromo. Ci sono 370mila euro di imposte all’anno, di cui circa 270mila a favore del Comune di Vigasio. 

Alla scadenza dello scorso giugno l’Autodromo del Veneto non ha effettuato i versamenti previsti, e, questo, ha inevitabilmente messo in crisi chi deve far pareggiare i bilanci dei due Comuni. I quali, peraltro, non possono nemmeno agire per recuperare il credito, visto che la legge prevede che ci sia un anno di tempo per provvedere al versamento dell’imposta, seppur con una sopratassa.

 

e la storia continua.........

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